Valore aggiunto ESPERIENZA

Una marcata esperienza  del consulente-professionista si considera "IL VALORE AGGIUNTO" quando si stabilisce di approcciare nuovi mercati. Tanti acquisiscono nozioni attraverso gli studi, molti le integrano con ulteriori corsi di specializzazione, alcuni traggono esperienze da sporadici sviluppi di progetti in alcune aree specifiche del globo, POCHI coniugano "IL SAPERE" con il "CONOSCERE" e per conoscere biosgna sporcarsi le mani. E' solo l'essere "in loco" che garantisce l'acquisizione di tutti quegli elementi necessari allo sviluppo di strategie ma soprattutto all'abbassamento di potenziali o poco considerati rischi nell'attuare l'investimento. Nello sviluppo di processi per l'internazionalizzazione vi sono due passaggi "CHIAVE" in grado di mettere alla prova il consulente prescelto  e sono :

- SPLIT TEST
- SITE INSPECTION

nelle procedure di tecnica per la consulenza estera, lo "split test" negli ultimi anni ha evidenziato come questo elemento di valutazione, sia divenuto più efficace delle classiche ricerche di mercato e non poco dispendiose. Un bravo professionista deve ottimizzare i canali di rete propria in loco e attivarli nella fase di "pre-fattibilità" progettuale, affinché rendicontino i risultati di un test a campione su come verrebbe visto il tipo di prodotto/servizio oggetto dell'investimento dal cliente finale e cosa gli stessi si aspettino dall'inserimento sul mercato dello stesso. Questo processo è più realistico e immediato rispetto al consueto sondare la disponibilità di buyers, catene di distribuzione, gruppi industriali o istituzioni e ottenere disco verde , in tutto ciò non si valuta la risposta del consumetore, annettendo così la responsabilità di fallire con l'iniziativa, nonostante i buoni presupposti.
Un'iniziativa commerciale, per non parlare di una industriale negativa, può incidere notevolmente sulle successive; una fallimentare sperimentazione creerà un clima di negatività ai processi di espansione, eliminando così ogni ulteriore decisione a riguardo per almeno un biennio o triennio questo insegna l'esperienza acquisita sul campo.

La "site inspection" invece, è quell'azione singola ma, il più delle volte plurima, dedicata ad approfondire "in loco" tutti quegli aspetti che generalmente nascondono insidie per lo sviluppo del processo d'investimento. Dalla verifica delle unità d'acquisire e la loro conformità o posizione, a tutti gli aspetti burocratici da espletare fino alla gestione delle risorse ed ai rapporti istituzionali. Chi demanda a terzi in loco queste operazioni di "fase" o è poco interessato al progetto o, procede con metodologie standardizzate diffidando dei rischi che ne conseguono oppure, non ha sufficienti canali di rete in loco in grado di garantirgli all'arrivo, un'efficace analisi ed approfondimento degli elementi prima di procedere. Il consulente con esperienza acquisita sul campo, nonostante la rete propria di professionisti in loco, continuerà ad essere il "comandante in capo dell'iniziativa" sempre e comunque, sarà in grado di monitorare, valutare, scegliere, coordinare, istruire ed intervenire, ponendo chiarimenti, soluzioni e modifiche anche sostanziali ad ogni step dell'investimento.

Scritto ciò, ogni altra forma tecnica procedurale del processo d'internazionalizzazione, trova la sua ragione d'essere ma nel bene o nel male con un pò di malizia e asutzia la si raggira e la si realizza; questi due passaggi invece, sono in grado da soli di far realmente emergere la capacità d'agire del professionista a cui ci si è affidati e soprattutto l'esperienza maturata nel corso degli anni.
Sono solo consigli ma partire col piede giusto promette buon viaggio e di godersi la meta. 
Grazie. 
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