L'altalena del petrolio

il 03 luglio 2015

Sappiamo, perché ne abbiamo già discusso in precedenti interventi, quanto sia sensibile sui riflessi dell’economia, la produzione e la quotazione del prezzo del petrolio. Con una bolletta energetica meno salata un’economia un po’ pericolante come quella italiana, confida che la situazione rimanga la stessa degli ultimi mesi.

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I venti di Confindustria

il 30 giugno 2015

Già il titolo del report di Confindustria è un programma: “Venti a favore e freni straordinari…”. L’economia va, la risalita c’è, siamo usciti dal tunnel del buio profondo e vediamo nuovamente la luce, ma la ripresa è un’altra cosa. Se le previsioni del Pil parlano di un aumento dello 0,8% per il 2015 e di un + 1,4% nel 2016, con aiuti che vengono dallo stato di cambio dollaro-euro e dalla diminuzione dei costi dell’energia, a questo ottimismo si contrappone un freno duplice rappresentato dal...

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Gli under 35: boom di imprese

il 25 giugno 2015

Quando c’è voglia d’impresa, allora l’orizzonte di un paese comincia a prendere una forma diversa. Non vuole dire che la crisi è passata, ma che torna la voglia di mettersi in gioco, perché le condizioni generali sono migliori.

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Infrastrutture: l'Italia non investe più

il 22 giugno 2015

Un paese è moderno se le infrastrutture sono adeguate ai tempi e soprattutto se la spesa dello Stato si getta a capofitto su quelle opere che permettono un aumento qualitativo della crescita. Purtroppo in Italia nel 2014 le spese dello Stato per le infrastrutture si sono fermate a 24,5 miliardi di euro, il livello più basso dal 2000.

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I distretti: strategie per volare

il 18 giugno 2015

Il mercato è freddo, cinico e senza alternative: competere per crescere significa inventare e innovare. Chi sta fermo muore, chi studia, modifica, cambia sarà in grado di prendere il primo vento della ripresa, che non è forte, ma in grado di spingere la nostra impresa manifatturiera.

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Ripartono le Pmi del Sud

il 15 giugno 2015

Quando il vento della crisi cominciò a travolgere l’economia italiana si pronosticò che le prime imprese a essere spazzate via fossero quelle del Sud, le più deboli e meno in grado di resistere alla scivolata dell’economia globale. La mannaia è stata impietosa su 29 mila piccole imprese che in sette anni sono state costrette a sventolare la bandiera bianca, con un taglio di circa il 25%. Se quel crollo non fu una sorpresa, lo è invece il segnale che ci viene dal Rapporto Pmi del Mezzogiorno...

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L'Italia vola con l'Export

il 26 maggio 2015

La ripresa c’è e va consolidata con le riforme. Parole lanciate dall Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel corso dell’annuale assemblea. I balzi in avanti sono ancora piccoli, ma meno timidi del passato. Prendiamo l’export. Qui è accaduto che il dato generale, su base annua, sia salito del 12,2%, anche se sconta tre punti di aumento derivati da una giornata lavorativa in più.

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L’assalto all'estero delle imprese italiane

il 19 maggio 2015

 

Può suonare strano che, in un sistema ingessato come quello italiano, un’indagine scopra che il processo d’internazionalizzazione della nostra economia è ricca di dinamismo. Secondo la banca dati Reprint del Politecnico di Milano e dell’Ice (l’agenzia pubblica che ha il compito di sviluppare e promuovere i rapporti economici all’estero), gli investimenti italiani all’estero sono stati nel 2014 pari a 12,5 miliardi di euro, il triplo del 2013.

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La mina dell'oro nero

il 12 maggio 2015

Sembra una buona notizia per noi e per l’Europa. Non lo è per l’Opec, il cartello dei produttori di petrolio, 12 paesi che rappresentano il 32% della produzione mondiale. Il prezzo al barile, da diversi mesi crollato sotto i 100 dollari, nel prossimo decennio non riuscirà a riprendersi quella quota che aveva fatto penare l’economia Italia (e non solo). Nella previsione più ottimistica il prezzo al barile salirà a 76 dollari al barile, ma nei cassetti dei Paesi Arabi sarebbe nascosto un report...

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L'Istat conferma Renzi

il 08 maggio 2015

Frequentemente, in questi ultimi mesi, appena il presidente del consiglio Renzi parlava di ripresa, arrivava la doccia fredda rappresentata dai dati resi pubblici dall’Istat, spesso non in linea con il messaggio di ottimismo.

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