Dare sostegno agli imprenditori, a enti senza scopo di lucro, a manager e professionisti nello sviluppo delle imprese e delle attività professionali per affrontare sfide imprenditoriali, professionali, socioeconomiche e culturali in modo integralmente umano e con strumenti innovativi: questi sono gli scopi che si prefigge Compagnia delle Opere, un'associazione inclusiva al servizio delle reali necessità degli iscritti, uno spirito dinamico che si traduce in azioni concrete e costruttive di opportunità.
Incontrare Marco Mazzone e Marco Molinari, rispettivamente Presidente e Direttore Cdo Como è occasione per parlare dello spirito che guida l'associazione, delle sue linee guida nonché per riflettere, nel quadro economico attuale, sul valore dell'associazionismo.
D. Vivo nel cuore delle imprese, a fianco di imprenditori e team di risorse umane ma anche dentro le tante associazioni istituzionali o di categoria che affollano il mondo delle PMI italiane. Tra le tante, oramai in uno stato vegetativo e di pura sopravvivenza, Cdo Como si distingue per il costante attivismo di iniziative ed intensità di contenuti, mirati proprio all’imprenditorialità territoriale. Presidente, cosa vi ha spinto ad andare controcorrente in un momento così complesso e delicato?
R. (Presidente). È stata la consapevolezza che ogni uomo non riesce ad affrontare da solo la sfida della vita e del lavoro, perché ha bisogno di essere sostenuto da relazioni. La Cdo rappresenta un luogo dove l’imprenditore, il professionista e il manager può vivere un'autentica amicizia operativa che lo aiuti a rispondere meglio alle sfide della vita imprenditoriale e sociale del nostro Paese.
D. Il dinamismo di cui scrivo sopra, Direttore, è frutto di una visione sociale a lungo termine, con progettualità ben precise ma anche attribuibile alla forza di un Team di cui lei ha una leadership contagiosa e costruttiva. Quali sono le linee guida che ispirano il vostro operato?
R. (Direttore). Sono gli stessi nostri imprenditori a “provocarci” quotidianamente. Chi vive la Cdo è mosso dal desiderio di affrontare le sfide giornaliere con strumenti innovativi e attraverso il confronto continuo con altri imprenditori. Quello che cerchiamo di fare è mettere al centro la persona e, attraverso la relazione, la formazione, le varie testimonianze imprenditoriali, favorire l’apertura, la conoscenza e l’accompagnamento a scelte e decisioni fondate e consapevoli.
D. Cdo parla un linguaggio inclusivo. Nel momento in cui l’esclusività sembra far tendenza, l’appartenenza un privilegio e un osservatorio cinico di ciò che non rispecchia il pensiero dominante, pare che la scelta abbia prodotto i suoi effetti, la risposta degli associati non ha tardato ad arrivare. Come viene vissuto questo spirito di condivisione e confronto tra i vostri soci imprenditori?
R. (Pres.). Tale amicizia operativa non si ferma alla semplice convivialità ma si sviluppa in un vero coinvolgimento dei soggetti in una trama di rapporti attraverso i quali, in un clima di fiducia reciproca, è possibile realizzare programmi di lavoro, il coinvolgimento di professionisti e l’impiego di risorse economiche.
D. Quali sono in questo momento le priorità per un imprenditore del territorio comasco nella scelta di associarsi a Cdo? Tra i tanti temi caldi quale preoccupa maggiormente le imprese associate?
R. (Dir.). Quello che notiamo è che viviamo in una società sempre più social e digital, con il rischio di trascurare i rapporti personali. Come spesso ci ripete il nostro Presidente nazionale Bernhard Sholz, “le qualità delle nostre decisioni dipendono dalla qualità delle nostre relazioni”. C’è un gran bisogno di tornare a parlarsi guardandosi negli occhi, magari davanti a un bicchiere di vino, come spesso accade durante i nostri aperitivi di networking, parlando ogni volta di un tema diverso. Questo apre poi ai tanti strumenti, tra cui la formazione, l’accompagnamento all’estero, le convenzioni bancarie, i vari eventi e le collaborazioni con i partner Cdo.
Quello che invece preoccupa molto in questo periodo e nel nostro territorio, in particolar modo nel settore manifatturiero, è la difficoltà nel reperire personale specializzato, seppur in contrasto con gli ultimi dati sulla disoccupazione.
D. Presidente, molte volte accade di vedere muri di incomunicabilità tra associazioni e tra le stesse e le istituzioni locali. Com’è invece il vostro rapporto, considerata invece la visione di inclusione e confronto?
R. (Pres.). La nostra esperienza dice che il rapporto con le altre associazioni, mi riferisco anche a esperienze recenti riguardo il rinnovo del consiglio camerale, è improntato alla massima collaborazione, affinche ciascuno possa esprimere le proprie peculiarità e valorizzarle in un percorso comune.
D. Direttore, la crescita e la competitività si consolidano attraverso la determinazione a cavalcare i cambiamenti, procedendo con una formazione costante e una leale analisi della capacità di restare sul Mercato. Cdo attraverso il percorso Academy ha reso un servizio tangibile a imprenditori e manager, dimostrando come un’associazione possa contribuire a fornire servizi professionali e specialistici, con il giusto rapporto qualità/prezzo, senza dover ricorrere a investimenti incisivi nella gestione corrente. Qual è la forza di Cdo Academy?
R. (Dir.). La forza è nella sua formula snella e flessibile ed è rivolta a imprenditori e manager che desiderano vivere momenti di lavoro condiviso, consapevoli che oggi non è più possibile competere, crescere e svilupparsi senza un reale scambio di esperienze e collaborazione. Quest’anno, nei cinque percorsi, abbiamo inserito un importante elemento di novità: un tutor, con il compito di coordinare i vari docenti creando un filo conduttore tra i temi proposti, ma che soprattutto affiancherà i partecipanti con richiami settimanali sui temi affrontati, dando così un supporto concreto ed efficace per applicare quanto appreso, nella propria quotidianità lavorativa.
D. I giovani e le loro problematiche sono, in questo Paese, presi in considerazione in momenti nevralgici della vita politica. Scarsità di occupazione, troppe ombre sulle norme contrattuali, assenza di percorsi economici di sostegno, accompagnamento dopo gli studi accademici e molto altro inducono i ragazzi a scegliere altri Paesi per decidere il loro futuro. Quale rapporto ha Cdo con i giovani e, nel contesto d’impresa, quali elementi emergono nei suoi rapporti con i giovani imprenditori e manager?
R. (Pres.). Il nostro rapporto con i giovani parte dalle scuole. Collaboriamo a un comitato interassociativo sull’orientamento e la formazione che ci ha spinto a incontrare gli studenti e i loro genitori, nell’intento di comunicargli la passione dei nostri imprenditori per il lavoro e per i loro collaboratori. Inoltre, abbiamo invitato nel nostro direttivo un gruppo di giovani imprenditori, affinché la loro partecipazione possa contaminare in senso positivo e realista la costruzione di processi innovativi e inclusivi.
D. Presidente, una domanda dalla quale non posso esimermi, mettendomi empaticamente nei panni di chi legge: Cdo viene sempre associata a qualcosa che ricorda la politica e tutte le sue sfaccettature, questo perché il sentito dire non porta mai a conoscere la realtà delle cose. Cdo invece, per chi la vive, esprime aspetti e valori sociali di alto profilo. Chiariamo in poche parole questa realtà? Le sarei grato.
R. (Pres.). La Cdo può dare il suo massimo contributo per la nascita di una socialità nuova dove la singola persona e la società ritrovano, attraverso il lavoro e le opere, un legame generativo per concorrere a un bene veramente comune. Sono convinto che solo perseguendo tale idealità sia possibile generare un nuovo modo di intendere la politica, dove possa prevalere la solidarietà essenziale a scapito dell’invadenza dello statalismo e del liberismo individualista.
D. Come Cdo Como avete scelto di comunicare con un linguaggio innovativo ai vostri associati, siete presenti costantemente in maniera diretta, semplificata e soprattutto efficace; il vostro canale YouTube raccoglie video di micro formazione utili e costruttivi alla risoluzione di problematiche aziendali quotidiane; le newsletter, strumento da molto tempo ritenuto obsoleto, hanno ritrovato da voi connessione con chi vi segue, divenendo punto di riferimento per news ed eventi associativi; i profili social sono seguitissimi: chi vi segue ha l’impressione di far parte di una grande famiglia, trovando quel che serve e mettendo a disposizione la propria esperienza. Perché puntare cosi tanto sulla comunicazione ?
R. (Dir.). Come dicevo prima, viviamo in una società sempre più social, non possiamo non tenerne conto quando comunichiamo con i nostri associati attraverso gli strumenti digitali. Come sempre la realtà ci impone un cambiamento, non è più il tempo della forma. È l’ora dei contenuti. Essere chiari, diretti, inclusivi, utilizzare il binomio immagine - testo come sintesi per trasmettere velocemente un concetto è stata la chiave di volta per agganciare nuovi utenti e avvicinarli allo spirito e alle attività Cdo.
D. Un'ultima cosa Direttore: diamo indicazione del vostro sito e pagina Facebook e contatti per coloro che vogliano avvicinarsi alla vostra realtà associativa?
R. (Dir.). Ma certo, potete trovare tutte le informazioni su Cdo Como attraverso il nostro sito como.cdo.org o nella nostra pagina Facebook @compagniadelleoperecomo, infine visitando il nostro canale YouTube Cdo Como.
Tratto dal MAGAZINE AEG - Maggio 2019  download qui ​​​​​​​