Premesso, sia stagnante una crisi economica su larga scala; il susseguirsi nel tempo di governi poco propensi a concrete politiche industriali destinate alla reale colonna vertebrale del sistema Paese ovvero, PMI, Commercio e Turismo; costo del lavoro penalizzante di competitivà; sistemi scolastici inadeguati alla preparazione di risorse umane performanti alle nuove necessità di Mercato, bene, resta una perplessità concreta sulla reale volontà di cogliere opportunità quando si presentino. Quanto scrivo son certo, sarà capitato a molti di voi, imprenditori, consulenti, commercianti ecc. Nell'ultimo anno, ho raccolto molte opinioni di piccoli imprenditori stanchi, depressi, demotivati per le cause sopra elencate. L'esercizio della mia professione però, funge anche da raccordo tra le varie parti al fine di vagliare, creare e canalizzare oportunità, destinate quindi a ridare ossigeno a realtà sofferenti o, cosa essenziale, diversificare un portafoglio clienti o prodotti monotematico, tramutatosi col trascorrere del tempo in una vera bomba ad orologeria, in grado di alienare decenni di sacrifici, imprese e successi delle generazioni precedenti. E' paradossale assistere ad una concezione d'impresa obsoleta di gestione e pensiero da parte di molti piccoli. Una stupida caparbietà nell'adagiarsi al consolidato, elargitore di stabilità temporanea rifiutando velatamente ogni altra opportunità di crescita. Perché scrivo "velatamente" ? Perché ho assistito a trattative in cui consuelenti o imprenditori, proponevano richieste di forniture o partnership per la produzione di nuovi prodotti o semplici azioni commerciali su vasta scala e i tempi di risposta erano lunghissimi, (esempio : quanto tempo richiede il progettare per la produzione un lamierino tagliato a ventola per una piccola lampada da tavolo ? E stabilirne i relativi costi industriali di produzione? ) a volte le mail non venivano manco lette,  chi proponeva con serio interesse si sfiniva di telefonate a vuoto sia in azienda o sul cellulare dell'imprenditore, il quale si negava con costanza evitando la figura di non aver preso conoscenza della richiesta o non aver eseguito parte del lavoro. Vi sono imprenditori, sub-fornitori che attendono mesi per una conferma d'ordine e poi una telefonata li avvisa dell'avvenuta accettazione ma i tempi di consegna rischiano di mettere a blocco il resto della già precaria attività. Si fanno ordini e il materiale giunge errato per distrazione del produttore e potrei continuare all'infinito. Ribadisco, fortunatamente non sono tutti così ma, quanti ce ne sono sul mercato ? Quante risorse, energie e costi si debbono sostenere per incapaci, improvvisati o sfigati di turno ? E' così difficile comprendere l'efficacia di un'etica d'impresa intesa come corretta comunicazione delle proprie intenzioni, comprensione delle necessità altrui, rispetto delle tempistiche e assistenza ai processi ? Pare proprio di sì, in un mercato di piccoli restii a crescere, prigionieri di paure ancestrali legate ad un modo di fare impresa sorpassato e quanto mai sconnesso dalle nuove politiche di Mercato. E' più decoroso lasciarsi dipingere a vittime del sistema nelle discussioni tra amici, in banca, al bar, nelle trasmissioni radiofoniche o sui giornali?  Cari imprenditori di piccole imprese, valore inestimabile ddi questo Paese, anche nel lavoro come nella vita di ogni giorno, l'umiltà genera crescita e rispetto.