Un mondo svenduto a pochi. Valori, tradizioni, professioni, identità, sgretolate lentamente con l'avanzare della "globalizzazione". Erano gli ultimi anni del XX secolo. L'arroganza della corrotta politica mise in vetrina, in bella mostra, il forte impulso ai commerci, incoraggiò la produttività e fece diminuire molti prezzi, sotto l'ombrello di questa fase economica. Ma, sull'altro piatto della bilancia, quello tenuto volutamente in ombra (anche per incapcità di gestirne le correzioni) vi furono, un più intenso sfruttamento dei lavoratori, una maggior indifferenza alle questioni ambientali e la subordinazione del Terzo Mondo ad una forma di capitalismo monopolistico.Riporto alla luce un memorabile ed efficace discorso di Anita Roddick, (fondatrice della multinazionale The Body Shop) durante il WTO del 1999 a Seattle in USA. Contiene dei passaggi importanti, ancora oggi attuali, un tributo controcorrente al sistema che non andrebbe assolutamente dimenticato.
Siamo qui a Seattle a discutere di un sistema economico mondiale che ponga al centro i diritti umani fondamentali e l'ambiente. Schierati contro di noi ci sono i più potenti gruppi industriali del mondo.Essi possiedono i mezzi di informazione o, meglio di disinformazione. E probabilmente hanno a libro paga molti politici. Ce n'é abbastanza per essere arrabbiati. Ecco una domanda per i negoziatori della WTO : a servizio di chi dovrebbe operare il sistema cui dedicate tanta attenzione ? Possiamo porci lo stesso interrogativo a proposito degli scintillanti palazzi di Wall Street o della City di Londra, per non parlare dei potentati che manovrano fluissi di capitali che muovono il commercio mondiale. A beneficio di chi funziona questo sistema ? " il grande mito globale é che l'attuale sistema dei commerci mondiale è solo una questione di denaro ". Proviamo ad approfondire. Ogni giorno dalle scintillanti torri dell'alta finanza si manovra un flusso globale di 2000 miliardi di dollari. E l'aspetto terrificante è che soltanto il 3 per cento di questa enorme massa di denaro ha a che fare con i commerci veri e propri. Figuriamoci quale possa essere la quota del commercio equo ! E' denaro che riguarda esclusivamente altro denaro.L'altro 97% dei 2000 miliardi è pura speculazione finanziaria. E' il nulla, ma un nulla con un terribile potere sulla vita della gente.Tutti noi, ricchi e poveri, siamo costretti a vivere nell'insicurezza provocata da un casinò globale fuori controllo e portato all'instabilità. Perché è dall'instabilità che gli speculatori traggono i loro profitti . Io passo buona parte del mio tempo a viaggiare per il mondo parlando con persone in prima linea nella globalizzazione : donne, bambini, contadini. E man mano che la politica perde potere, questo sistema diventa di fatto il nuovo governo mondiale, non eletto e senza controlli. Un governo che mette fuori legge i nostri tentativi di migliorare le cose... [...] Si tratta di un governo mondiale, ma è un governo cieco, incapace di guardare oltre  la gretta misura dei flussi finanziari. E' in grado di computare profitti e perdite, ma si volta deliberatamente dall'altra parte quando si tratta di diritti umani, lavoro minorile o danni irreparabili all'ambiente. E' un governo senza cuore, ma senza cuore anche la creatività dello spirito umano, cominica a spegnersi. Nessuno più di me potrebbe essere a favore di un orizzonte globale. Internazionalismo significa la possibilità di indagare anche negli angoli oscuri del mondo e di chiedere conto a chi devasta le foreste o si serve di bambini in condizioni di schiavitù. La globalizzazione è l'esatto contrario : mette i Paesi gli uni contro gli altri, i lavoratori gli uni contro gl altri in una miope corsa alla competitività internazionale. Non siamo contro il commercio. Siamo contro lo sfruttamento e il potere incontrollato. Le imprese che antepongono il bene della comunità ai profitti, o che mantengono la produzione in loco invece di servirsi di manodopera quasi schiava in remoti laboratori, rischiano di essere estromesse dal mercato da concorrenti che non hanno questi scrupoli. E magari con il compiaciuto beneplacito della WTO. L'impresa deve essere un motore di cambiamento sociale. Non basta evitare di commettere azioni ripugnanti , è un dovere operare attivamente per il bene. Dobbiamo cominciare a misurare il successo con un metro diverso. 
Bisogna misurare il successo delle attività economiche in base alla loro capacità di migliorare la vita degli uomini.
Se ai politici, alle imprese e agli analisti interessano soltanto i numeri del bilancio, la crescita dei profitti, allora non sorprende la cecità della WTO.Non sorprende che consideri la produzione di hamburger... un'attività di grande valore, ma sia del tutto indifferente a tutti quegli altri lavori, come l'assistenza, l'istruzione, la cura delle persone, che tutti noi sappiamo indispensabili. Infine dobbiamo ricordare che come consumatori e organizzazioni strategicamente alleate disponiamo di una grande forza per il cambiamento... Se i consumatori non vogliono acquistare, nulla al mondo li può costringere. Guardate come i consumatori europei hanno costretto l'industria biotecnologica a fare marcia indietro ! Dobbiamo diventare consumatori vigili e selettivi. E' l'unico modo per non essere travolti dal fuoco della propaganda che ci viene quotidianamente propinata. Dobbiamo essere informati, così, qualsiasi cosa decidano a questi negoziati per il commercio , sapremo dove indirizzare le nostre energie e i nostri denari. Qualsiasi cosa ci dicano o vogliano farci fare, noi dobbiamo far convergere i nostri sforzi verso la cooperazione per il meglio, non la competzione per il più economico.
Facendo scegliere al cuore dove mettere il nostro denaro, rifiutandoci di acquistare prodotti nati dallo sfruttamento, formando potenti alleanze strategiche, faremo del mondo un luogo più a misura d'UOMO. 
Nota positiva dopo aver letto queste righe, sono i milioni di "MILLENNIALS" che poco alla volta prenderanno il posto a gerontocrati e banchieri senza scrupoli, vigliacchi e poco lungimiranti della collettività. Questi giovani paiono molto più attenti alle loro scelte di consumatori, desiderano essere informati e considerano tematiche come : sociale, ambiente e giustizia elementi determinanti per la nuova società del futuro. Auguri.