Il nostro è un Paese celebrativo,  ma non per tutti almeno. Affinché lo sia, lo scomparso deve esser gradito all'establishment e soprattutto, deve aver lasciato contributo in settori di tendenza o apprezzati da chi trascorre tempo e professione nel cuore del sistema (politica, media, finanza, industria). Qualora abbia dato molto in altri ambiti,dovrà accontentarsi di qualche riga, fotografia o interessamento televisivo nei tre giorni a cavallo del decesso. Immagino le espressioni di chi legge, quasi disgustato dal sospetto ch'io non sia stato un'estimatore del Marchionne manager, imprenditore. Non è di questo che intendo scrivere e per non lasciare vuoto d'opinione dico di aver apprezzato l'assoluta genialità, intelligenza e capacità, meno, l'abuso di fare industria con montagne di soldi pubblici nazionali o esteri, o lo spregiudicato metodo di tagliare risorse umane quando e come gli faceva comodo, per tutelare super traguardi. Detto ciò, scrivo dell'uomo/manager. Dopo aver vissuto anni nel mondo imprenditoriale, quali considerazioni costruttive posso trarre da una figura così potente ed imponente, ovunque osannata nel mondo ? Quella più umana. Nella sua vita, può un uomo azzerare quasi completamente il fabbisogno di affetti, svaghi o semplicemente relax ? E se lo fa, secondo le concezioni naturali, possiamo definirlo "uomo" ? Posso certificare alla società, soprattutto al sistema, di aver incasellato tutti i primari bisogni sociali per forma... ma nella sostanza? Troppe volte ho sentito figli di imprenditori di successo e non, affermare : "Mio padre non lo chiamo papà ma per nome, l'ho visto pochissimo, una presenza invisibile nella mia vita, quell'appellativo è immeritevole". Quasi a sentire la lama di un coltello affondare tra la carne. Magari non è il caso oggetto di queste righe ma la valutazione è appropriata. Possiamo definirlo egoismo ? E in ambito cristiano integralista o radical chic culturale, questo atteggiamento va difeso e tutelato mentre altre forme di desiderio genitoriale, possono in modo spregiudicato, essere non tollerate o consentite solo perché bollate come "egoismo contro l'interesse dei futuri figli ? ". Che strano Paese il mio . Il denaro può sostituire la presenza e l'affetto genitoriale nelle componenti psicologiche e sociologiche della crescita ? Ho forti perplessità in tal senso. Mi son trovato altre volte al capezzale di imprenditori divenuti amici, consapevoli fossero gli ultimi mesi di vita. Dopo i convenevoli, con forme differenti, spesso li sentivo dire :" ho fatto molte cose belle, importanti, non mi è mancato nulla... ma quando guardo fuori dalla finestra , qui immobile nel letto, penso all'azzurro del cielo, al sole, a tutte quelle meraviglie che sprigionano emozioni a cui mai ho prestato attenzione. Al mio banale e superficiale interesse per bellezze universali solo sfiorate, viaggiavo tra aeroporti, hotel e sale riunioni ma ... forse non ho vissuto in questo mondo ma in quello da me costruito per sentirmi ed apparire "il migliore". Ed io a chiedermi ... perché solo ora ? Sono scelte e vanno doverosamente rispettate ma possono non esser condivise sul piano etico. Apprezzo maggiormente scelte estreme a vocazione sociale, quelle economiche e di potere mi lasciano un vuoto dentro, molte perplessità. Credo nella forza dell'equilibrio, in ogni cosa, come unica vera soluzione per appropriarsi di elementi utili a rendermi consapevole di aver vissuto, certo, ma anche goduto appieno dell'esistenza donata. Voce fuori dal coro la mia, lontanissima dalla materialità di pensiero e dai cospicui depositi bancari, perfettamente in sintonia però, con i miei valori, alla fine quel che conta davvero.  Riposi in pace dottor Marchionne, grazie per avermi insegnato inconsciamente qualcosa di molto prezioso.