Innovativa, social, partecipativa, completamente gratuita e fruibile da ogni device, per offrire agli utenti una nuova esperienza d’intrattenimento. Con queste parole si presenta al vasto pubblico della Rete, la prima social Internet Television Italiana. In quelle poche parole è racchiuso il meditato percorso di un progetto altamente innovativo e, come dice il titolo "futuribile". L'inerte mondo, o forse meglio l'apparato politico-burocratico , che avvolge le proposte televisive nel nostro Paese, pare lontano anni luce dalla odierna realtà del telespettatore. Termine anch'esso obsoleto nella sua etimologia iniziale. Scadrò nella più becera retorica, definendo la programmazione tipo dei nostri canali televisivi "stantìa". Assistiamo, come sotto l'effetto di barbiturici, a  cicliche repliche dello stesso prodotto, e questo non per un anno o due ma a volte per decenni. L'elenco sarebbe lunghissimo dovessimo citarne alcuni. Quando siamo fortunati cambia il conduttore e la scenografia, ma il prodotto resta invariato nella sostanza. Non entro nel merito dei contenuti tematici, siano essi educativi o diseducativi o mezzi per adeguarsi al "sistema", preferisco dire che le scelte delle linee guida del sistema radio televisivo italiano perseguono la tradizione nazional popolare del Paese. Per chiarirne il concetto mi avvalgo di una splendida citazione dal romanzo "Il Gattopardo" , ad un certo punto Tancredi, il nipote del Principe di Salina afferma : "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi". Esatto ! Ogni volta che qualcuno diviene fautore di cambiamenti è poi subdolamente l'ostacolo principale a che ciò avvenga realmente. I nostri occhi e le nostre orecchie sono spugne di "format" acquistati all'estero e plasmati alle caratteristiche dello spettatore nazionale. Siamo bombardati da soap opera e fiction, queste ultime quasi sempre a propagandare una vergogna nazionale come il nostro saper fare criminalità organizzata. Siamo fagocitati da talk show e programmi di intrattenimento dove la sopraffazione verbale va sotto braccio ai picchi dell'audience. E mentre tutto ciò accade, fuori, nella realtà che vive attraverso la linfa tecnologica e dinamica della rete, un mondo parallelo si informa, diverte, balla ed impara. Lo fa ogni giorno, ora, minuto e secondo, in luoghi fino a poco tempo fa diversificati ed impensabili. Smartphone, Tablet, orologi, pc un corredo di accessori divenuti piazze, monitor, e occhi incuriositi ad ogni angolo del mondo. Disprezziamo così tanto i giovani, da impedir loro ogni valido e concreto accesso alle stanze del potere, siano esse legate alla comunicazione, politica o imprenditorialità. Le classi dirigenti che si occupano di proporre prodotti ad alto consumo televisivo, trovano ogni giustificazione per elidere la parola sperimentazione dal loro operato, salvaguardando il fondoschiena dalla chiusura del sipario. E' pazzesco invece, pensare e conoscere il potenziale che vibra dentro moltissimi giovani e meno giovani, capaci di sfornare idee brillanti, format ad alto valore aggiunto di cultura, scienza, formazione o altro. Se vogliamo far parte del viaggio, dobbiamo sforzarci di comprendere il linguaggio dei viaggiatori, proprio come quando ci si trasferisce in altro Paese, se non impariamo la lingua resteremo emarginati fino all'oblio. Il linguaggio giovanile è inapprensibile solo se non lo si vuole approcciare ma nonostante i nostri sforzi esso diverrà la lingua del domani portando con sé tutti i prodotti multimediali e televisivi che oggi tanto teniamo a proteggere sotto naftalina. Ciò che vedo ora, tra pochi minuti avrà mutato sembianze, contenuti e linguaggio. Ecco il messaggio racchiuso in scelte imprenditoriali come Cubik TV.  Progetti come il loro, sono il futuro immediato, ovunque a prescindere. Chiunque può contribuire ad alimentare "il prodotto", indipendentemente dall'orario, provenienza, competenza, convinzione, cultura, ideologia, sesso o religione e questa disponibilità permette la creazione in simultanea di un'offerta trasversale ricca, mai noiosa o coercitiva negli orari o tematiche, quasi a dire "io sono il prodotto". Uno svecchiamento del sistema è imperante e se dall'alto snobbano il cambiamento, sarà il cambiamento a sgretolare il loro immobilismo. Esatto !  Come Cubik Tv,  progetti futuribili per generazioni connesse. E per saperne di più www.cubiktv.com